ANPI, 8 luglio - Il Governo è deciso a mettere mano alla riforma delle professioni. La conferma è arrivata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che durante la conferenza stampa di presentazione della Manovra finanziaria, ha dichiarato: “Vogliamo entrare seriamente nel campo delle professioni”.“Saranno avviate attività preliminari di studio coinvolgendo anche gli organismi internazionali”, ha spiegato Tremonti, precisando che “contatti già ci sono stati con l'Ocse e la Commissione europea”.
La Manovra (decreto legge n. 98/2011 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 155) prevede all'articolo 29 l'istituzione presso il Ministero della giustizia di una “Alta Commissione per formulare proposte in materia di liberalizzazione dei servizi”, composta da esperti nominati dai Ministri della giustizia, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e del lavoro, nonché da esperti della Commissione europea, dell'OCSE e del Fondo monetario internazionale. Questa Alta commissione dovrà concludere i propri lavori entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento.
Che l'esecutivo sia intenzionato ad andare avanti sul fronte delle liberalizzazioni delle professioni, nonostante l'opposizione degli Ordini, l’ha confermato anche il sottosegretario all'Economia, Luigi Casero. Intervenendo lunedì scorso all'Università Bocconi di Milano, Casero ha spiegato che il Governo intende procedere, in poche settimane, ad una liberalizzazione di tutte le professioni, incluse anche quelle (architetti, ingegneri, notai, farmacisti, autotrasportatori) in un primo momento escluse dalla bozza di riforma accantonata dal Consiglio dei Ministri del 30 giugno.
Una bozza di disegno di legge delega, circolata in questi giorni, prevede l'abolizione dell'esame di Stato per alcune categorie di professionisti (avvocati e commercialisti), lo stop al divieto della pubblicità, la cancellazione di ogni riferimento a tariffe fisse o minime, la possibilità di svolgere il praticantato durante il periodo di studi e la possibilità di costituire società professionali di capitali.
Una novità importante che dovrebbe fare ben sperare, tuttavia vogliamo esprimere un paio di considerazioni:
- tra la conclusione dei lavori dell’”Alta Commissione” e la trasformazione in legge delle proposte formulate da questa commissione, con tutti i distinguo che si proporranno e l’azione delle lobby delle professioni (prime tra tutte quelle degli ordini professionali), è facile prevedere che si dovrà attendere qualche anno per vederne i risultati. In altri termini la solita “soluzione italiana” a problemi che non si vogliono risolvere: facciamo una bella commissione, prendiamo tempo e aspettiamo che a risolvere il problema sia qualcun altro = insabbiamo tutto;
- ci chiediamo a che serve eleggere i parlamentari, affidare ad un Esecutivo la responsabilità di fare le scelte ovvero governare, se poi di fronte ad un problema politico (perché la questione delle liberalizzazioni non è questione tecnica a questo punto, almeno ci auguriamo dopo anni che se ne parla) si affida ad organismi tecnici internazionali la responsabilità di dire cosa dobbiamo fare. Per riprendere una celebre frase di Totò, ci viene da dire: “Ma ci faccia il piacere”. Forse è giunto il tempo che questi signori vadano a casa!
ma speriamo bene.....basterebbe liberalizzare per dare veramente una svolta al nostro paese.....aumenterebbero posti di lavoro e di conseguenza introiti nelle casse dello stato.
RispondiEliminaSono mafiosi e basta!!!!
...aggiungerei incompetenti e cialtroni, una classe politica così ignobile non si era mai vista prima.
RispondiElimina